OPEN GOVERNMENT E TRASPARENZA AMMINISTRATIVA NELL’ORDINAMENTO REGIONALE SICILIANO

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A popular government without popular information or the means

 of acquiring it in but a prologue to a farce or a tragedy or perhaps both

J. MADISON, Letter to W.T. Barry, 4 Aug. 1822

 

1. L’Open Government o Amministrazione aperta è costituita dall’insieme degli istituti volti a garantire la trasparenza totale della Pubblica Amministrazione, la partecipazione dei cittadini ai processi decisionali pubblici mediante misure che favoriscano la responsabilità, la performance organizzativa, il controllo diffuso, la semplificazione e la diffusione dell’uso delle nuove tecnologie dell’informazione, il riuso dei dati, l’interazione e la bidirezionalità

In gran parte le esperienze di e-government nel nostro Paese hanno un approccio unidirezionale puntando alla informazione (nella quale il cittadino resta passivo) anziché sull’interazione e la partecipazione attiva (facendo così prevalere la Vision-transparency open access to government information sulla  Voice-partecipation open access to decision-making arenas, cfr. Meijer A.J., Curtin D., Hillebrandt, 2012, ma si vedano anche i Rapporti sull’e-government delle Nazioni Unite http://www2.unpan.org/egovkb/global_reports/10report.htm)

Diretta correlazione alle esperienze straniere (USA Freedom of information act-FOIA 1966, Government in the Sunshine, 1976, Electronic freedom of information act, 1996, per poi virare decisamente verso il programmaOpen Governmentiniziative con l’amministrazione Obama lanciata nel 2008 e quindi OG Plan sept 2011; Regno Unito Freedom of information act 2000, ma in senso analogo si sono mosse anche Francia, 1978 e Spagna 1958, che ha addirittura costituzionalizzato il principio di pubblicità dell’azione amministrativa, nel 1978).Adesso anche Brasile, Messico, Colombia (Gobierno Abierto, Gabinete digital) sino all’Indonesia hanno intrapreso iniziative di OG (OGP London Summit 2013 http://www.opengovpartnership.org). [Read more…]

Crocetta si dia una mossa e difenda la Sicilia 

 

di Gaetano Armao

 

La Corte costituzionale con la sentenza n.145 del 2014 (Pres. Silvestri, rel. Carosi) ha ritenuto che il maggior gettito tributario riscosso nell’anno 2013 in Sicilia sulla base del decreto-legge 43/2013 non può  essere riservato allo Stato ed usato per incrementare un fondo destinato ad interventi strutturali di politica economica.

E’ stato così accolto il ricorso regionale perché tale destinazione “identificandosi con le finalità generali di istituzione del fondo stesso al cui incremento è volta, non può considerarsi specifica’. E ciò “rende quindi la devoluzione erariale del maggior gettito non conforme allo statuto speciale ed alle relative norme di attuazione”. [Read more…]

Rilanciare il patto autonomia con la riforma costituzionale

Lo Statuto siciliano, come recentemente ribadito dalla Corte costituzionale nell’ordinanza n. 114/2014, rappresenta il ‘patto di autonomia’ tra l’ordinamento siciliano e l’ordinamento statale.

E l’autonomia siciliana è adesso posta di fronte ad un bivio tra ipotesi di cancellazione, previste dalla riforma costituzionale Renzi, ed ipotesi di rilancio.

A questo proposito, celebrato il 68° anniversario dell’Autonomia siciliana, non si può non stigmatizzare, come anche quest’anno siano mancate appropriate iniziative da parte dell’attuale Governo regionale, circostanza che dimostra il proposito di sminuire l’autonomia e l’identità regionale. In un momento di revisione costituzionale e di esplicita svalutazione all’autonomia speciale ci si deve opporre a questo approccio riduttivo e rinunciatario.

Il disegno di legge di revisione costituzionale presentato dal Governo Renzi (A.S. n. 1429) punta ad uniformare le regioni speciali a quelle ordinarie ed a svilire le forme differenziate di autonomia ottenute dalla Sicilia con lo Statuto con l’omogeneizzazione a regime agli altri statuti regionali, peraltro realizzata con le “norme transitorie”.

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