Mezzogiorno ed Università, un binomio per crescere

Le spinte più recenti alla riforma dell’ordinamento regionale sembrano assecondare l’astiosa avversione alle Regioni a statuto speciale(sebbene con ‘strategico’ understatement) prospettando l’omologazione delle regioni con l’eliminazione della specialità(sui contraddittori orientamenti che ispirano il disegno di riforma costituzionale si vedano le considerazioni di V. Onida, Rapporto tra Stato, Regioni e enti locali: buoni propositi e molte incertezze, in Corriere della sera,10 aprile 2014).

E questo mentre non solo il Sud e’ scomparso tra gli impegni programmatici dei recenti governi, si e’ scelto di non delegare ad un Ministro all’uopo nominato le funzioni di coordinamento, indirizzo, promozione di iniziative, di vigilanza e verifica relativamente alla materia delle politiche per la coesione territorialee la legge di stabilità2014 ha stanziato per quest’anno solo 50 milionisui 54 md del Fondo di sviluppo e coesione per il 2014-2020 (art. 1, c.6, l. n. 147 del 2013).

Non so se tra le letture dei preminenti decision-makers vi sia il bel libro di Viesti (Abolire il Mezzogiorno, Laterza, 2003), ma certamente la pratica tradisce un approccio disattento ad un’area del Paese che con 21 milioni di abitanti e meno di 6 milioni di occupati (dopo averne perso il 10% solo nel 2013) e’ allo stremo ed alla deriva. Il Mezzogiorno, come evidenziava quel libro, èstato una palla al piede per taluni, per altri èun facile alibi o un noioso rituale da inserire in agenda, per altri ancora la scorciatoia per arricchirsi illecitamente, per tutti questi una buona scusa per non affrontare realmente i problemi di competitivitàe coesione del Paese. [Read more…]

Basta con l’operazione Mare Nostrum!

Basta con l’operazione Mare Nostrum!
18 giugno
09:412014
http://www.cronopolitica.it/

Basta con l’operazione Mare nostrum, impariamo dai maltesi a tutelare i cittadini ed i confini.

Basta con questa farisaica iniziativa, con gli interessi che si nascondono nell’erogazione inutile di soldi pubblici appena raccolti dalle tasche degli italiani, al silenzio del governo nazionale e di quello regionale.

Siamo diventati una rabberciata passerella da utilizzare per entrare in Europa da lasciare sporca ed infetta.

Mentre muore quel po’ di turismo che resta ed i comuni bruciano le risorse che servirebbero per l’assistenza sociale ai siciliani.

Se l’Europa è incapace, se ne assuma la responsabilità: altro che vertici europei con sorrisi, inchini e magliette della Fiorentina.

E ci dicono pure che si vuol aprire un nuovo centro d’accoglienza… pura follia! Lo aprano a Bruxelles, subito.

I deputati eletti in Sicilia avviino una formale protesta sin dall’insediamento del nuovo parlamento dell’Unione Europea.

L’Italia chieda la convocazione di un immediato vertice e faccia fronte comune con gli altri Stati euromediterranei.