Se si “rottama” anche il Mezzogiorno e la specialità

Il d.d.l. di riforma costituzionale (n. 1429 A.S) presentato dal Governo Renzi al Consiglio dei ministri il 31 marzo prevede(va) la piena omologazione tra Regioni ordinarie e speciali (anche se di tale profilo nessuna menzione e’ stata fatta nella conferenza stampa susseguente). In particolare, l’art. 33, comma 13, del d.d.l. Costituzionale – e tra le disposizioni transitorie – prevede (va….almeno così il testo consultabile l’1 aprile dal sito della Presidenza del Consiglio) che le norme della legge costituzionale si applicassero “anche alle Regioni a statuto speciale e alle province autonome di Trento e Bolzano sino all’adeguamento dei rispettivi Statuti”, in guisa da determinare, sul piano delle competenze legislative, la sostanziale ed unilaterale (non e’ infatti prevista alcuna consultazione dei Parlamenti regionali, così come prevedono gli Statuti novellati) omologazione delle Regioni ad autonomia differenziata con quelle ordinarie e cancellando le speciali prerogative concesse dagli Statuti di autonomia e senza alcuna consultazione delle Regioni medesime.

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